Contrada Santa Maria in Castello


 

 

Terziere della Valle

 

 

Colori: Blu e Oro

 

 

Capitano: Jacopucci Claudio


Contrada della Chiesa di Santa Maria in Castello a Tarquinia - Palio del Saracino
CONTRADA SANTA MARIA IN CASTELLO TARQUINIA

 S. MARIA IN CASTELLO. Questa chiesa era detta per antonomasia “Ecclesia major cornetana” o semplicemente “Ecclesia Sanctae Mariae”. Venne soppressa il 5 dicembre 1435, da Eugenio IV, unita all’altra collegiata di S. Maria e Margherita che venne a sua volta eretta in Cattedrale. I vari incendi dei pubblici archivi, tanto ecclesiastici che secolari, hanno fatto perdere le memorie di questo interessantissimo tempio per la sua architettura e per i monumenti che ancora conserva. Tuttavia una lapide esistente all’interno del tempio dice che la chiesa venne iniziata nel 1121 e consacrata nel 1208 con la presenza di 10 vescovi. Dopo il 1435 è cominciato il suo decadimento forse perché non aveva più una collegiata e perché, essendo posta quasi fuori dalla città, gli abitanti avevano cominciato a ritirarsi dalle antiche abitazioni pei nuovi quartieri. Nel 1506 i Padri Carmelitani officiarono per qualche tempo la chiesa per successivamente abbandonarla. Nel 1569 “era senza il Sacramento, aperta e derelitta”. Nel 1583 il vescovo Bentivoglio l’affidò ai Padri Conventuali. Nel 1809 restò di nuovo abbandonata per l’espulsione dei Padri suddetti che furono “soggetti a quella generale proscrizione ordinata da colui che regnava in questa parte d’Italia in luogo del nostro legittimo Sovrano”. Nel 1814, ristabilito l’ordine, i beni di questa chiesa e la chiesa stessa vennero uniti al Conservatorio delle Orfane di Corneto. Il 26 maggio 1819, per violenza di un forte terremoto, cadde la bella cupola la cui arditezza di costruzione formava uno dei principali ornamenti. Nel 1834, per iniziativa del Vescovo Velzi e per interessamento del Comune che assegnò 200 scudi, nonché delle altre Corporazioni religiose che concorsero all’opera, venne ricoperto con tetto il vano lasciato dalla caduta della cupola. Per un privilegio accordato a questa antica chiesa, si usava nei giorni di Natale, di Pasqua di Resurrezione e dell’Assunta, che i Priori liberassero un carcerato o condannato a pena pecuniaria, sotto alcune riserve. Dal libro dei Vecchi Statuti (libro 1° cap. 21) si ordinava che ogni anno, nel giorno dell’Annunziata, dovesse la Magistratura andare a officiare in detta chiesa ed offrire due ceri. La ricostruzione della cupola è opera recente e difforme da quella che dovette essere in origine, secondo alcuni disegni pubblicati nel nostro bollettino dell’anno 1975.